IL MIO REALITY

Avevo scritto un reality show "Obiettivo Pulitzer", me l'hanno copiato. Adesso medito vendetta...

il mio occhio
(saltuariamente) Fantasioso (mai) Utilitarista (tendenzialmente) Lunatico (sempre) Vanesio (talvolta) Inquieto (spesso) Ottimista.
Le iniziali vi diranno chi sono.

che ore sono?
aforisma


FLAVIO OREGLIO

Leopardi nonostante una siepe dinanzi alla sua vista poteva scorgere l'infinito. Oggi riusciamo a fare la stessa cosa solo fumando la siepe.

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Il reality show è un genere televisivo che possiede 4 macro-tratti distintivi:
1) il ruolo attivo giocato dal mezzo televisivo nel suo atto di comunicazione. La tv è un "demiurgo" che interviene sulla realtà;
2) il ruolo complice e consenziente della gente (famosa e non) coinvolta nel meccanismo;
3) i contenuti veicolati, relativi alla sfera quotidiana, soprattutto affettiva e relazionale, in contesti che agevolano il loro esplicitarsi;
4) la formattizzazione della realtà in griglie prestabilite.




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IL MIO REALITY



lunedì, 02 novembre 2009

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Storia [modifica]

La nascita e la gestione Tanzi [modifica]

Nasce dalle ceneri di Euro TV il 6 settembre 1987 come syndication a opera dell’imprenditore Callisto Tanzi, proprietario della Parmalat, e di Vincenzo Romagnoli, proprietario dell'Acqua Marcia e della Titanus. Quest'ultimo il mese dopo lascerà le proprie azioni al costruttore marchigiano Edoardo Longarini. Alla nascita della rete collabora anche Marco Bassetti, futuro presidente di Endemol Italia. Capofila è l'emittente milanese Telereporter. Il circuito poggia su venti televisioni locali, diciassette delle quali provenienti da Euro Tv. La rete si prefigge di inserirsi stabilmente nel sistema televisivo italiano, dominato dal duopolio Rai - Fininvest, a fronte di un investimento triennale di 250 miliardi di lire e con l'obiettivo dichiarato iniziale del 5% di share, per puntare in un secondo momento all'8% dell'ascolto. La Channel 4 italiana, secondo gli intenti di Tanzi, viene inaugurata con un gran galà condotto da Paolo Villaggio dal Principato di Monaco, che vede la presenza di numerosi ospiti internazionali. Per competere con i colossi televisivi, Lillo Tombolini, direttore generale della Titanus e del nuovo canale, costruisce un palinsesto generalista competitivo di 8 ore di programmazione al giorno, lasciando fasce di autonomia alle emittenti locali appartenenti al consorzio (come quella delle 19, dedicata all'informazione). Il primo palinsesto della rete prevede il programma musicale Jenny 20 21 alle 11,30 con Michel Pergolani, la telenovela Il segreto di Jolanda con Veronica Castro alle 14, il contenitore di cartoni animati Slurp con Paola Rota (annunciatrice del canale) dalle 16,30, e due quiz preserali a partire dalle 19,30. Il primo è La ruota della fortuna condotto da Casti e acquistato dalla rete americana CBS, il secondo è la riedizione dello storico quiz di Retequattro M'ama non m'ama, con Sebastiano Somma. La programmazione della rete lascia grande spazio allo sport, dal calcio al basket. Tra i successi più grandi, la trasmissione Forza Italia, in onda il vederdì sera e condotta da Fabio Fazio insieme al calciatore Walter Zenga, affiancati in studio da Roberta Termali (allora fidanzata di Zenga) e come inviata sul campo da Cristina Parodi. Tra i volti dell'emittente Guido Bagatta, il cestista Dino Meneghin e Alessandro Ippolito, ideatore del format Barzellette. La rete punta anche sul cinema, con un magazzino di 280 nuove pellicole oltre che con il pacchetto Canon di Euro Tv. Tra i telefilm trasmessi in prima visione televisiva, Biancaneve a Beverly Hills, T & T, Buona fortuna Schimansky e Captain Power. Molti i cartoni animati proposti, tra cui I Cavalieri dello Zodiaco. Nonostante le ambizioni dell'editore, ovvero quelle di scalfire il duopolio televisivo italiano, e lo sforzo messo in atto per produrre un palinsesto concorrenziale, la syndication non decolla. Il fatto di non trasmettere in contemporanea su tutto il territorio italiano e di non disporre di un network integrato come quello della Fininvest non consentono alcun consolidamento economico della rete, che nel 1989 ha già 100 miliardi di lire di debiti gravanti sulle tre società del gruppo (Odeon programmi, Odeon network e Odeon pubblicità). La rete (assistita dagli avvocati Ghedini, Cavani e Raffaelli) intenta una causa contro la Finivest (assistita da Vittorio Dotti) denunciando una serie di illeciti e abusi, utilizzati per premere su alcune emittenti dell'ex circuito Euro Tv, assorbito parzialmente da Odeon Tv e in parte dalla syndication concorrente Italia 7 (alla quale Publitalia e Fininvest garantiscono pubblicità e programmi), costituita appena un mese dopo la nascita di Odeon Tv. In effetti il gruppo di Silvio Berlusconi, titolare dei tre maggiori network privati in Italia, sin da subito cerca di contrapporsi all'eventualità di un successo commerciale sul piano televisivo di un altro gruppo (come quello facente capo al circuito di Odeon Tv), le cui premesse sembrano minare il monopolio televisivo che di fatto si era costituito nel Paese. La Fininvest non solo promuove la fondazione di una syndication alternativa (Italia 7), scippando alcune emittenti locali alla nascente Odeon Tv, ma acquista un pacchetto di oltre mille film e 73 serie televisive, per un totale di 5000 ore di trasmissione, dal distributore Vittorio Balini, per accaparrarsi i diritti di molti programmi. Alla fine del 1989 la rete viene acquisita dalla Sasea del finanziere Florio Fiorini per la cifra di 150 miliardi di Lire. Il prezzo pagato alla Sara, la finanziaria della famiglia Tanzi, viene giudicato troppo alto dal Tribunale di Milano che accusa gli ex proprietari di concorso in bancarotta della Sasea.

Alla ricerca di un posto al sole (nell'etere) e la gestione RTA [modifica]

Dopo una serie di vicissitudini che portano il circuito alla liquidazione fallimentare (avvenuta nel 1990 a cura di Luigi Franco), nell'ottobre 1991, Odeon Tv viene acquisita da una cordata capitanata da Angelo Samperi, imprenditore fratello del regista Salvatore Samperi e già titolare della dorsale Tivù Italia. La rete non viene inclusa dalla Legge Mammì del 1990 (che regolamenta il sistema radiotelevisivo italiano) nella lista delle emittenti cui viene concesso di trasmettere come network su scala nazionale. Viene potenziato il segnale attraverso l'associazione ad alcune nuove emittenti locali (nel frattempo diverse televisioni avevano ceduto il passo o, come TeleRoma 56, si erano staccate dal consorzio) e parte la produzione di alcune nuove trasmissioni, insieme alla messa in onda di alcuni film di richiamo. Alcuni volti comici fanno capolino sulle frequenze del canale, tra questi Giobbe Covatta ed Enzo Iachetti. Il 2 Febbraio 1994 viene annunciata la creazione del polo RTA (Reti Televisive Associate), amministratore delegato Leonardo Breccia, cui fanno parte Odeon Tv, con una programmazione più rampante e spregiudicata, il circuito Cinquestelle di Francesco Grandinetti, notoriamente più ecumenico e di ispirazione cattolica, e la syndication Tivù Italia, con un palinsesto più popolare. L'intento è quello di proporre un'alternativa ai colossi televisivi dominanti attraverso l'integrazione nella gestione e nella programmazione delle tre syndication del nuovo gruppo, aumentando lo share dal 2% al 3-4%, e gli introiti pubblicitari da 30 a 100 miliardi. Nel corso degli anni alcuni personaggi popolari, che non riescono a trovare più una collocazione sui grossi broadcaster generalisti, sembrano trovare momentaneo rifugio tra le frequenze del circuito. Nel 1995 Barbara D'Urso conduce il talk show Per amore – dove porta il sentimento, Wilma De Angelis, reduce da Telemontecarlo, presenta il magazine Wilma e... contorni e Gianfranco Funari, esule polemicamente dalle televisioni principali, trova spazio per proporre i suoi programmi come L’edicola di Funari e Funari live. Viene inoltre trasmesso in seconda serata un ciclo di B movies dal titolo I Bruttissimi di Odeon, che fanno il verso a I Bellissimi di Retequattro


sabato, 24 ottobre 2009

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La gestione Rusconi (1982) [modifica]

Nasce il 3 gennaio 1982 da un'idea dell'editore di carta stampata Edilio Rusconi come network che si appoggia a 20 emittenti regionali, alcune di proprietà Rusconi, altre semplicemente affiliate per trasmettere sul territorio italiano attraverso l'escamotage dell'interconnessione. La capofila è l'emittente milanese Antenna Nord, ma riveste grande importanza anche la capitolina Quinta Rete. La direzione è affidata a Lino Tombolini. Annunciatrice del canale è una giovanissima Gabriella Golia, già volto di Antenna Nord. Il nascente canale nazionale rusconiano inizia la sua programmazione alle ore 12,30 con uno spazio dedicato ai ragazzi nel quale vengono trasmesse alcune serie di anime come Lady Oscar e Lalabel e alcuni telefilm di successo come la serie originale di Star Trek, dalle ore 14 alle 15 la linea viene ceduta alle emittenti regionali per poi ripartire su scala nazionale con telefilm e, alle ore 16,30, con il contenitore di cartoni animati Bim Bum Bam (all'interno del quale vengono proposte numerose serie di cartoni animati prevalentemente giapponesi come Chobin, il principe stellare, Sport Billy, Hello Spank, La banda dei ranocchi, Arrivano i Superboys). Dalle ore 18,30 la linea torna alle emittenti locali e dopo un'ora viene proposto un telefilm (come il ciclo Paper Moon). In prima serata vengono trasmessi generalmente due film e un telefilm. La rete offre inoltre molto spazio allo sport con programmi incentrati su calcio, box, basket e automobilismo, tra cui Grand Prix di Andrea De Adamich. Tra le serie trasmesse in prima serata Falcon Crest, inoltre Kojak, La grande vallata, Project Ufo, Mork & Mindy. Il 23 Aprile 1982 viene reso ufficiale l'accordo tra il Gruppo Rusconi e il network americano CBS per l'assistenza tecnica e lo scambio di programmi. Tuttavia a pochi mesi dalla sua accensione su scala nazionale, i conti del canale iniziano ad arrancare soprattutto a causa degli esosi costi di gestione degli impianti di trasmissione a cui un editore di carta stampata come Rusconi probabilmente non era abituato, ma anche a causa dell'aggressiva politica pubblicitaria attuata dal principale network concorrente, Canale 5. In effetti la rete di Rusconi si appoggiava a una concessionaria esterna per la gestione degli spazi pubblicitari, la Publikompass, mentre il canale di Berlusconi poteva contare su una concessionaria propria, Publitalia, che personalizzava in modo più flessibile i pacchetti pubblicitari in base ai clienti al limite del dumping. Il 6 settembre 1982 Rusconi firma un accordo di collaborazione con Silvio Berlusconi proprietario di Canale 5 incentrato soprattutto su una politica comune nella gestione dei tetti pubblicitari ma anche sull'utilizzo comune della rete di alta frequenza e lo scambio di alcuni programmi. Tuttavia il 30 novembre successivo il gruppo Rusconi è costretto a cedere per circa 29 miliardi di lire il 51% della rete, che verrà poi fusa con Canale 10, anch'esso proprietà di Silvio Berlusconi, per fondare la nuova Italia 1, seconda rete Fininvest rivolta ad un target giovanile.

La gestione Fininvest e gli anni '80 [modifica]

Nei primi anni di trasmissione il canale propone un misto di intrattenimento leggero, telefilm e sport. Tra i primi grandi show trasmessi in prima serata Beauty Center Show, in onda la domenica con la coppia Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, coadiuvata da Barbara Bouchet e Ric e Gian Folies, in onda il lunedì con i comici Ric e Gian, coadiuvati da Edwige Fenech. Nel 1983 la rete acquista grande notorietà grazie all'innovativo Drive In, trasmissione cult degli anni '80 condotta da Gianfranco D'Angelo ed Ezio Greggio, insieme a tanti comici come Enrico Beruschi, e soubrette tra cui Carmen Russo. Lo show curato da Antonio Ricci registra subito un boom di ascolti con punte di oltre 8 milioni di spettatori e lancia un linguaggio televisivo nuovo e moderno che ancora oggi identifica la cifra stilistica della televisione commerciale. Nel 1983 al mercoledì sera arriva il format di un nuovo quiz intitolato Ok, il prezzo è giusto e condotto da Gigi Sabani. Il pubblico del canale è costituito da uno zoccolo duro di bambini e ragazzi, cui la rete dedica il pomeriggio con lo storico contenitore Bim Bum Bam con Paolo Bonolis e Licia Colò (già in onda dai tempi di Antenna Nord) e i suoi cartoni animati (tra cui I Puffi, e tra i titoli trasmessi, nel 1983 Mimì e la nazionale di pallavolo, nel 1984 Là sui monti con Annette e C'era una volta... Pollon nel 1985 L'incantevole Creamy, nel 1986 Holly e Benji due fuoriclasse e Mila & Shiro, due cuori nella pallavolo). Intanto, il 16 Ottobre 1984 in tre regioni italiane, i pretori di Roma, Torino e Pescara oscurano le frequenze della rete (insieme a quelle delle consorelle Fininvest, ovvero Canale 5 e Retequattro), misura in seguito annullata da un decreto legge voluto da Bettino Craxi e denominato Decreto Berlusconi consentendo nuovamente la trasmissione dei programmi delle tv commerciali. Ai giovanissimi è dedicata anche la fascia dell' access prime time con tante serie di cartoni animati prevalentemente giapponesi, come il fortunatissimo Kiss me Licia. Anche la fiction autoprodotta fa capolino sulla rete giovane del gruppo Fininvest, nel 1986 sulla scia del successo dell'anime, viene trasmessa la serie di telefilm Love me Licia, interpretata da Cristina D'Avena, inoltre in prima serata nella stagione 1986-87 arrivano I ragazzi della 3ª C. Tra le fiction trasmesse anche College (ispirato all'omonimo film di Castellano e Pipolo) con Federica Moro e Don Tonino con Andrea Roncato. La rete dedica molto spazio anche alla musica, nel 1984 viene proposto Dee Jay Television di Claudio Cecchetto, inizialmente al sabato sera e successivamente ogni pomeriggio. Il programma nasce da una costola dell'omonima emittente radiofonica e nei sei anni di vita ospita volti popolarissimi come quelli di Linus, Fiorello e Jovanotti. Il palinsesto del canale è ricco di telefilm come L'uomo da sei milioni di dollari, Kung Fu, Cannon, Agenzia Rockford, Supercar, Simon & Simon, L'uomo di Atlantide, Happy Days, Genitori in blue jeans. La programmazione del canale segue anche un filone trasgressivo e non privo di polemiche, oltre al telefilm Valentina, incentrato sull'omonima eroina disegnata da Guido Crepax, non lascia indifferenti critica e censura l'esperimento del programma Matrioska di Antonio Ricci (che vede tra i suoi protagonisti la pornostar Moana Pozzi), in corsa edulcorato e ribattezzato L'araba fenice. Da segnalare il successo dello show comico Lupo solitario. In questa fucina di esperimenti televisivi, fa il suo esordio sulle frequenze del canale un programma destinato a una lunga carriera, ovvero il telegiornale satirico Striscia la notizia, in onda a partire dal 1988 con la coppia Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo. La comicità è un filone molto battuto dal network, dai brevi filmati delle comiche di Benny Hill e del programma Smile con Gerry Scotti, ai programmi del gruppo di Antonio Ricci, passando per Emilio, in onda la domenica sera dal 1989 e condotto da Gaspare & Zuzzurro e Athina Cenci, per finire al primo successo della Gialappa's band, ovvero Mai dire Banzai. In questa fase, Italia 1 si caratterizza come la rete giovane per eccellenza, con fasce di programmazione dedicate ai bambini e ai ragazzi, non senza punte di ironia e trasgressione.

Gli anni '90 [modifica]

La prima metà degli anni '90 e la nascita di Studio Aperto [modifica]

In questa fase la rete continua a mantenere una spiccata vena sperimentale, anche Paperissima (dopo che la stessa sorte era toccata a Striscia la notizia), dati gli ascolti esorbitanti della puntata pilota trasmessa nel 1990, viene spostata sull'ammiraglia Canale 5. In effetti il canale ha spesso avuto la funzione di testare format e trasmissioni che, in base al successo, venivano ricollocati sulla rete del gruppo pubblicitariamente più redditizia. Il 16 Gennaio 1991 Emilio Fede annuncia tempestivamente lo scoppio della prima Guerra del Golfo, dando visibilità e credibilità al primo vero telegiornale delle reti Fininvest, Studio aperto, allestito in sordina poche settimane prima nonostante la rete non disponesse ancora della diretta. Poco dopo al direttore fondatore viene affidato il Tg4, mentre la direzione del telegiornale del canale passa a Paolo Liguori. Grazie alle intuizioni del direttore di rete, Carlo Freccero, per la prima volta arrivano sul canale alcuni programmi di informazione, o meglio infotainment, come L'istruttoria di Giuliano Ferrara (famosa la storica puntata della lite tra Vittorio Sgarbi e Roberto D'Agostino che valse al programma l'appellativo di tv trash) e il quotidiano Mezzogiorno Italiano di Gianfranco Funari, trasfugo dalla Rai nella stagione 1991-92. Alcuni di questi si rivelarono non proprio dei successi, ma contribuirono a dare alla rete maggiore credibilità sul fronte giornalistico. Intanto alcuni esperimenti si rivelano dei veri flop, tra questi lo show preserale Primadonna del 1991, condotto dall'ermafrodita Eva Robin's e chiuso dopo circa due mesi dalla sua prima puntata. In questa fase si consolida il successo di Mai dire gol della Gialappa's band, condotto da Teo Teocoli (sostituito successivamente e non senza polemiche da un redidivo Claudio Lippi) e Simona Ventura, ma soprattutto ottiene grandissima popolarità il Karaoke condotto da un esordiente Fiorello, in onda dalla stagione 1992-93 alle ore 20. Tra i programmi diventati oramai cult, il discusso varietà Non è la Rai, trasferito nel gennaio 1993 da Canale 5 per via del cambio di target del programma stesso e che vede alla conduzione la giovanissima Ambra Angiolini. Questi programmi consolidano il target della rete, sempre più orientato verso i giovani nonostante la promozione dello storico Bim Bum Bam su Canale 5. Sempre nei primi anni 90 riscuotono un ottimo successo anche i telefilm per ragazzi Beverly Hills 90210 e lo spin off di Melrose Place, con punte di oltre cinque milioni di spettatori. In effetti la rete riserva sempre ampio spazio alle serie americane, e non solo a quelle di azione. Nel 1993 fa il suo debutto in Italia Baywatch con David Hasselhoff e Pamela Anderson, dapprima in onda in seconda serata e successivamente, considerato che i contenuti non erano così spinti, al pomeriggio. Nella stagione 1993-94, nel daytime arrivano alcune sit-com di grande presa sul pubblico giovane, come Willy, il principe di Bel Air con Will Smith e Bayside School. Anche la fiction di fantascienza fa capolino sulla rete, il telefilm X-Files si insedia nella sua storica prima serata della domenica dopo la prima stagione in onda sulla rete ammiraglia Fininvest.

La seconda metà degli anni '90 e l'arrivo di Giorgio Gori [modifica]

La seconda metà del decennio vede il ritorno del contenitore pomeridiano di cartoni animati Bim Bum Bam, e nel 1996 l'inaspettato arrivo di Michele Santoro sulle frequenze del canale giovanne del gruppo Fininvest, nel frattempo ribattezzato Mediaset. Il giornalista campano condurrà ben tre edizioni di Moby Dick, unico programma di informazione di prima serata. Il canale punta ancora su musica (con Super e il Festivalbar, consolidato appuntamento musicale dell'estate per diversi anni affidato alle cure di Fiorello e Alessia Marcuzzi) e sport (viene arricchito il notiziario sportivo Studio Sport, inoltre continua ad essere proposto Pressing di Raimondo Vianello e Guida al campionato). Nel 1997 Giorgio Gori, reduce dalla direzione della rete ammiraglia Canale 5, prende in mano le redini del canale con la mission di ridisegnare e rafforzare l'identità di rete e arricchire la programmazione con novità. Il nuovo direttore grazie a un budget di tutto rispetto, riporta su Italia 1 (rete che aveva lanciato la puntata pilota nel 1991) lo show Scherzi a parte nella stagione 1997-98 e lancia una pletora di nuove produzioni, destinate a fare la fortuna del canale. Tra queste, in prima serata, Matricole, Meteore, Il brutto anatroccolo, show che vedono al timone i volti di Amadeus, Giorgio Mastrota, Marco Balestri, Gene Gnocchi, Amanda Lear, Alessia Merz. Nel 1997 lancia Le Iene con Simona Ventura, sempre più primadonna del canale, e porta nel preserale il quiz musicale Sarabanda con Enrico Papi. Tra i volti più amati Alessia Marcuzzi che, ceduto Colpo di fulmine alla coppia Michelle Hunziker e Walter Nudo, conduce il magazine di informazione Fuego. Anche la comicità ottiene il suo spazio con il laboratorio comico di Zelig, in seconda serata con il titolo Zelig - Facciamo cabaret e il gruppo di Ciro, il figlio di Target, di Gregorio Paolini. Tra le produzioni più trasgressive, vanno in onda i talk show Barracuda con Daniele Luttazzi e Dillo a Wally di Gene Gnocchi, a conferma della grande attenzione che la rete dedica all'ironia intelligente e a tratti sarcastica. In questa fase vengono proposte le serie dell'anime Dragon Ball, le cui repliche sono durate fino al 28 agosto 2009, data in cui il cartone animato viene messo a riposo e Lupin III. Nel primo pomeriggio viene collocato il grande successo de I Simpson di Matt Groening. Queste ultime tre serie animate, unite al clamoroso successo del debutto di un altro anime giapponese, ossia Pokémon (che successivamente conquisterà anche delle prime serate), si assestano nella fascia pomeridiana, presidiandola anche nel decennio successivo.

Gli anni 2000 [modifica]

Questa fase vede il lancio del progetto Sei come sei, i bumper pubblicitari della rete vengono scelti tra quelli inviati dai telespettatori che esclamano il tormentone "Italia Uno!" nelle più svariate situazioni. Sull'onda del successo del Grande Fratello (cui il canale dedica una rivisitazione satirica curata dalla Gialappa's Band intitolata Mai dire Grande Fratello), vengono lanciati, con risultati alterni, alcuni reality show, genere molto seguito seppur criticato. Tra i reality meno riusciti, Survivor, in onda nel 2001 con la conduzione di Benedetta Corbi (penalizzato dalla mancanza di diretta) e Operazione Trionfo, format spagnolo in onda nel 2002 con la conduzione di Miguel Bosè. In realtà gli ascolti di quest'ultimo reality furono buoni per la rete ma il programma, a causa della sovrapposizione con Amici di Maria De Filippi, venne considerato, a torto, un clone del talent show di Canale 5 (per altro lanciato nella sua prima edizione del 2001 con il titolo di Saranno famosi proprio da Italia 1). In questo stesso periodo riscuote successo il talent show Popstars, condotto da Daniele Bossari, dal quale viene formata a tavolino la girl band delle Lollipop. Nel 2004 viene proposto in pompa magna il reality show Campioni - il sogno con Ilaria D'Amico con la scommessa di trasmettere le gesta sportive di una piccola squadra di calcio, il Cervia, e La Fattoria condotto da Daria Bignardi e poi promosso su Canale 5 a causa degli ottimi risultati d'ascolto. Anche La Talpa di Paola Perego nel 2005 fa capolino sulle frequenze del canale, dopo essere stata proposta da Raidue, ottenendo buoni riscontri (e con ascolti record per la rete nell'edizione del 2008), così come La pupa e il secchione, trasmesso nel 2006 con la conduzione di Federica Panicucci, volto storico della rete, e Enrico Papi. Continua l'impegno della rete nello sport, punto di forza da sempre, con il Motomondiale, trasformato in un vero fenomeno mediatico presso il pubblico e trasmesso a partire dal 2002 e, secondo contratto, fino almeno al 2012, le partite della Champions League in chiaro fino al 2006 (poi trasmesse dalla stagione successiva sul digitale terrestre Mediaset Premium) e lo storico notiziario sportivo Studio Sport. Viene consolidato il successo de Le Iene, già in onda dal 1997 e promosso in questo periodo in prima serata, e di Zelig, programma di cabaret poi spostato su Canale 5 dopo l'inaspettato successo della versione "Circus" del 2003 che contribuisce a lanciare molti comici tra cui Sconsolata e Ficarra e Picone. Tra le sitcom autoprodotte, ottiene un buon successo Camera Cafè con Luca e Paolo. Anche la Gialappa's band consacra il successo del format Mai dire..., diventato un vero e proprio show di prima serata di anno in anno piegato alle esigenze di programmazione della rete. La vocazione giovalisitica della rete si espleta anche nella programmazione di telefilm, punto di forza del canale e diventati in molti casi veri e propri fenomeni cult. Nel 2000 viene proposto Dawson's Creek e successivamente The O.C., trovano spazio anche alcune serie piuttosto trasgressive come Six feet under e Nip/Tuck, inoltre grandi ascolti vengono raggiunti dalle tre serie di C.S.I.. Tra le sitcom ottengono ampi riscontri di critica e pubblico Dharma & Greg e Will & Grace. Tra i fenomeni televisivi, e di costume, più amati anche Buffy l'ammazzavampiri, Smallville e Ugly Betty. Il più grande successo è riscosso tuttavia dal telefilm Dottor House, ricollocato dati gli eccellenti risultati su Canale 5 secondo la solita logica di riposizionamento dei prodotti di maggiore ascolto sulla rete più redditizia dal punto di vista commerciale. Dal 2003 trova posto nei palinsesti dell'emittente Top of the Pops, storico programma musicale precedentemente in onda su Raidue e condotto da Daniele Bossari. Dal 2002 si insedia alla direzione Luca Tiraboschi, attuale direttore di rete che dal 2004 testa numerosi quiz televisivi nella fascia dell' access, tra questi il Mercante in fiera, il rifacimento del vecchio Gioco dei 9 e, a partire dal 2007, una riedizione de La ruota della fortuna, storico quiz di Mike Bongiorno affidato alle cure di Enrico Papi coadiuvato dalla procace Victoria Silvstedt. Per un paio di stagioni la seconda serata della rete è appannaggio del talk show Cronache Marziane di Fabio Canino. Dalla stagione 2008-09 viene trasmesso in seconda serata il programma Chiambretti Night condotto da Piero Chiambretti, scippato alla rete concorrente La 7 perché fortemente voluto dal vicedirettore di Mediaset Piersilvio Berlusconi. Uno dei successi più grandi è il programma comico Colorado Cafè nato per la necessità di colmare il vuoto lasciato da Zelig , dopo una partenza in sordina ottiene la prima serata con la conduzione di Diego Abatantuono e poi con quella di Rossella Brescia e Beppe Braida, quest'ultimo sostituito nel 2009 da Nicola Savino.



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Annunciata già nell'ottobre 1981, Retequattro inizia le sue trasmissioni il 4 gennaio 1982 come srl. Il network è di proprietà della Mondadori (64%), dell'editore Perrone (25%) e di Carlo Carracciolo (11%) e si articola in 23 emittenti, alcune delle quali di proprietà Mondadori (attraverso la controllata Telemond) o Perrone, altre semplicemente affiliate. In effetti, in mancanza di una legge che consenta la trasmissione dei programmi su scala nazionale da parte dell'emittenza privata, anche Retequattro si serve dell'interconnessione come escamotage per trasmettere gli stessi programmi, alla stessa ora, su tutto il territorio italiano, e dunque è necessario appoggiarsi a una serie di televisioni locali. Presidente è Mario Formenton, i circuiti pubblicitari cui poggia sono GPE e Manzoni, emittente capofila è la capitolina La Uomo Tv, ma riveste grande importanza anche la rete milanese Video Delta. La rete nasce dalle ceneri del circuito GPE-Telemond, di proprietà mondadoriana e presieduto da Piero Ottone, attivo sin dall' 8 Settembre 1979 nella produzione e distribuzione di programmi, ne arricchisce la struttura e la programmazione secondo un assetto da network nazionale. Per lanciare il nuovo canale televisivo, Mondadori ingaggia come direttore artistico il presentatore Enzo Tortora che qui presenta la trasmissione Cipria e acquista i diritti dei serial americani Venti di guerra, Novecento e Dynasty. Lancia con La schiava Isaura e Dancin' Days la lunga stagione delle telenovelas sudamericane che ne segnano l'identità per circa un quindicennio dapprima grazie all'accordo stipulato con il network brasiliano Rede Globo, in seguito grazie a precise scelte editoriali. La programmazione del canale inizialmente copre 8 ore al giorno, iniziando alle 14 con il contenitore Storie di vita all'interno del quale vanno in onda soap operas e telenovelas (tra le quali Agua viva e Marina), alle 15 vengono trasmessi film, telefilm e cartoni animati fino alle 20,15 (orario d'inizio della prima serata composta prevalentemente da telefilm, tra i quali Quincy), alle 21,15 la scommessa della rete con il programma d'informazione Novanta secondi, le opinioni che contano con Giorgio Bocca e altri personaggi di spicco che commentano fatti di cronaca, infine il cinema notturno. Arriva sulle frequenze del canale anche Maurizio Costanzo, che lancia nel 1982 il fortunatissimo Maurizio Costanzo Show. Numerosi volti noti collaborano con l'emittente mondadoriana sin dalla sua fondazione, ad esempio quello di Enzo Biagi, curatore di una rubrica di interviste, di Sandro Mazzola, con la rubrica sportiva Bomber e quello di Pippo Baudo, conduttore del game show Un milione al secondo nella stagione 1983-84.

Da sinistra a destra: Pippo Baudo in Un milione al secondo, la telenovela Marina, la sigla dell'anime Rocky Joe. (Da notare il logo di Retequattro, talvolta giallo, alle volte grigio).

La rete, grazie ad accordi stipulati con il network americano ABC dispone inoltre dei diritti di trasmissione dei cartoni animati della Walt Disney, trasmessi all'interno del contenitore per ragazzi Topolino show. Alcuni tra gli anime più seguiti negli anni '80 vengono proposti dal canale. Nel 1982 vengono trasmesse le serie a cartoni animati di Flo, la piccola Robinson, Cuore, Rocky Joe, Gordian, Jenny la tennista, Bem il mostro umano, L'Uomo Tigre, Conan, Fantaman, I Super Globetrotters, L'Uomo Ragno; nel 1983 Dr. Slump & Arale, Il magico mondo di Gigì, Yattaman. Alcune famosissime serie di telefilm vengono trasmesse dal circuito, tra queste La famiglia Bradford, CHiPs, Charlie's Angels, Barnaby Jones, A-team. Tra i successi storici della rete di questo periodo annoveriamo soprattutto il game show M'ama non m'ama, in onda a partire dal 1983 in fascia preserale, condotto da Marco Predolin e Sabina Ciuffini (poi sostituita da Ramona Dell'Abate) e ideato da Paolo Limiti, e il programma calcistico Caccia al 13 in onda il venerdì sera. Tra i curatori della programmazione del canale figurano Carlo Freccero e Marco Bassetti. La prima annunciatrice del canale è Patricia Pilchard. In questa fase il canale si contrappone spesso al berlusconiano Canale 5, tra le prime querelle con il network concorrente, la messa in onda nel 1984 del programma del sabato sera Stupidissima contro Risatissima di Canale 5. Il programma di Retequattro è un collage di spezzoni cinematografici tratti dalle pellicole di Lino Banfi, Renato Pozzetto e Massimo Boldi di cui il canale detiene i diritti di trasmissione. Canale 5 accusa Mondadori di concorrenza sleale poiché nello show prodotto dal Biscione compaiono gli stessi volti dei comici presenti nel programma di Retequattro. La diatriba si risove con il divieto da parte della rete mondadoriana di trasmettere spot televisivi con il volto di Lino Banfi, conduttore dello show concorrente. Nonostante le buone premesse e l'ingaggio di volti popolari, in pochi mesi Retequattro è oberata di debiti e già dal 1983 si pensa a come venirne fuori. Nel 1984 Leonardo Mondadori subentra a Mario Formenton per cercare di risollevare il destino della rete. Generalmente l'origine del tracollo finanziario del canale viene fatto risalire al flop del 1983 Venti di guerra, miniserie americana acquistata a suon di miliardi dal network ABC e pubblicizzata in modo eclatante che venne sistematicamente battuta negli ascolti dalla fiction Uccelli di rovo in onda su Canale 5 (il costosissimo battage pubblicitario della Mondadori prevedeva persino l'ingaggio di aeroplani che sorvolassero le spiagge italiane con gli striscioni pubblicitari del serial di Retequattro). In realtà la concorrenza delle reti commerciali di Silvio Berlusconi, che dopo aver fondato Canale 5 e acquisito dall'editore Rusconi il network di Italia 1 iniziava a delinearsi come leader del mercato pubblicitario, se non monopolista, aveva costretto il canale ad accontentarsi di una fetta pubblicitaria più limitata, in virtù dei ridotti mezzi di trasmissione e della politica pubblicitaria ai limiti del dumping[1] delle reti del Biscione.


Da sinistra a destra: sigla della prima telenovela trasmessa dal circuito mondadoriano, Dancin' Days (il video è tratto da un successivo passaggio su Italia 7), la stupenda Famiglia Bradford, un bumper pubblicitario del 1982.

La gestione Fininvest (1984) [modifica]

Dopo alterne vicende, il 27 agosto 1984 la Fininvest di Silvio Berlusconi acquisisce il 50% di Retequattro, all'epoca valutata in 30 miliardi di lire, ed il magazzino programmi per 105 miliardi di lire in quattro anni senza interessi[2], facendone il suo terzo canale.

Alla ricerca di un'identità e direzione Franceschelli (1990) [modifica]

Sotto la gestione Berlusconi la programmazione del canale inizialmente sembra seguire una linea editoriale piuttosto sfuocata. Ad esempio alcune punte di diamante della programmazione della rete vengono subito spostate sugli altri due canali del gruppo, Dynasty, A-Team, Maurizio Costanzo Show, Nonsolomoda e i film del magazzino mondadoriano vanno a rinfoltire i palinsesti di Canale 5 e Italia 1, esautorando le risorse della rete. Oltre a proporre telenovelas, telefilm e cartoni (anche i più piccoli ottengono il loro spazio grazie al contenitore di cartoni animati Ciao ciao con Giorgia Passeri, in onda all'ora di pranzo dal 1985 con le serie Evelyn e la magia di un sogno d'amore, Masters of the Universe, Le avventure della dolce Katy), vengono prodotti alcuni show. La prima produzione di un varietà targato Fininvest è quella di Quo Vadis (1984), in onda il martedì sera e diretto da un giovane Gabriele Salvatores. Il programma è ambientato nell'antica Roma e tra i protagonisti annovera Maurizio Nichetti e Sydne Rome. Intanto, il 16 ottobre 1984 in tre regioni italiane, i pretori di Roma, Torino e Pescara oscurano le frequenze della rete (insieme a quelle delle consorelle Fininvest), misura in seguito annullata da un decreto legge voluto da Bettino Craxi e denominato Decreto Berlusconi consentendo nuovamente la trasmissione dei programmi delle tv commerciali. Il più grande successo della rete in questa fase è W le donne, in onda prima al venerdì e in seguito alla domenica sera, condotto dalla coppia Andrea Giordana e Amanda Lear. Il programma, che vede dieci donne contendersi il titolo di "Donna più della settimana", raggiunge punte di oltre 7 milioni di spettatori, battendo persino gli ascolti di Canale 5. Tuttavia a partire dal 1988 i vertici Fininvest, tra cui il proprietario Silvio Berlusconi e il direttore della programmazione Roberto Giovalli, decidono di destinare la rete ad una programmazione più smaccatamente "rosa", rivolta alle casalinghe e più in generale al pubblico femminile. In virtù di una segmentazione più razionale del pubblico e degli ascolti, le tre reti del Biscione vengono tarate su differenti target pubblicitari e commerciali. Secondo tale logica di programmazione volta all'integrazione piuttosto che alla concorrenza, Canale 5, la rete ammiraglia, viene rivolta al pubblico universale delle famiglie, Italia 1, la rete spregiudicata, viene tarata sul pubblico giovane, Retequattro infine viene dedicata al pubblico femminile e generalmente più adulto. Durante i primi anni di gestione Fininvest, e soprattutto a cavallo tra il 1986 e il 1987, il gruppo di Berlusconi formula alcune ipotesi di cessione al gruppo Parmalat di Calisto Tanzi (già proprietario della syndication Euro Tv) qualora la Democrazia Cristiana avesse fatto pressioni in parlamento per una regolamentazione (allora assente) del sistema radio-televisivo che, secondo un'ipotesi molto quotata di legge antitrust, avrebbe consentito a un editore di possedere non più di due reti di carattere nazionale. Tale ipotesi di legge avrebbe spinto Berlusconi a cedere il canale meno remunerativo dal punto di vista pubblicitario, ovvero Retequattro[3] . Da questo momento in poi infatti il dibattito politico sulla legittimità di detenere ben tre reti di carattere nazionale è più o meno al centro dell'agenda politica di tutte le legislature successive, senza tuttavia mutare sostanzialmente il panorama in essere sia in mancanza che in presenza di leggi. Grande successo, in questa fase della sua esistenza, hanno le telenovelas trasmesse all'interno del contenitore Buon Pomeriggio condotto da Patrizia Rossetti. Tanti volti di star sudamericane, come quelli di Veronica Castro, Grecia Colmenares, Luisa Kuliok, Andrea Del Boca, trovano popolarità sulle frequenze del canale. Sono di questi anni i successi delle serie Topazio, La donna del mistero, Manuela, coproduzione italo-argentina, fino a Cuore selvaggio con Eduardo Palomo, vincitrice del Telegatto nel 1995. Da ricordare il telefilm del tenente Colombo interpretato da Peter Falk, da sempre successo del canale, e il programma C'eravamo tanto amati condotto da Luca Barbareschi in onda in fascia preserale, antesignano del genere reality show. Un importante fattore di ascolti della rete è il cinema, a partire dal ciclo dei cosiddetti Bellissimi di Retequattro, film trasmessi in seconda serata. Tra i volti più celebri della rete vi sono Rita Dalla Chiesa, conduttrice nel 1990-91 del primo esperimento di programma in diretta-differita su una rete privata, costruito sulla falsariga di Chi l'ha visto? di Lio Beghin in onda su Raitre e intitolato Linea continua, la trasgressiva Amanda Lear, conduttrice dello show di seconda serata Buonasera nella stagione 1991-92, Gianfranco Funari con i suoi contestati Funari news e Punto di svolta a partire dal 1993, ed Enrica Bonaccorti, padrona di casa del talk show Cuori d'oro. Il direttore di rete nella prima metà degli anni novanta è Michele Franceschelli, attivo soprattutto sul fronte "rosa" con la valorizzazione di telenovelas, soap e programmi d'intrattenimento femminili (è sua, ad esempio, l'idea di coprodurre, insieme agli argentini, la telenovela Manuela interpretata da Grecia Colmenares). Il periodo della direzione di Michele Franceschelli è stato senza dubbio fino ad ora il migliore (in termini d'ascolto) della storia del canale; infatti proprio durante questa fase (1990-1995) Rete 4 è la rete leader (tra le commerciali) degli ascolti della fascia pomeridiana (risultato mai più raggiunto in nessuna fascia oraria).

La nascita del Tg4 [modifica]

Nel 1992, in seguito alla Legge Mammì che finalmente consente alle televisioni commerciali l'utilizzo della diretta oltre ad obbligare l'allestimento di un telegiornale, il giornalista Emilio Fede, già fondatore del primo notiziario commerciale dell'etere TgA (su Rete A) e del primo tg delle reti Fininvest Studio Aperto, lancia il Tg4. Dal 1994, la rete con il suo telegiornale diretto sin dalla sua fondazione dallo stesso Fede, è stata tacciata di essere sempre vicina alle alterne fortune del politico Silvio Berlusconi [4].

Direzione Giovannelli (1996) [modifica]

Dopo la breve parentesi della direzione ad interim di Carlo Vetrugno (già direttore di Italia 1), nel 1996 con l'insediamento del nuovo direttore Vittorio Giovannelli, i vertici del gruppo Fininvest, nel frattempo trasformato in Mediaset, ridisegnano la mission della rete e decidono di posizionarla su un target più generalista e dunque anche maschile e più istruito, senza tralasciare tuttavia in alcune fasce di programmazione quella connotazione femminile e più adulta, che aveva caratterizzato per anni il canale. In effetti una coloritura più "culturale" del palinsesto, retaggio della gestione Mondadori, era stata a più riprese annunciata (basti ricordare che il primo timido tentativo di proporre un simil-telegiornale in casa Fininvest, in assenza della diretta, era stato Dentro la notizia, trasmesso su Retequattro nel 1988). In questo periodo viene lanciato il programma di divulgazione scientifica La macchina del tempo di Alessandro Cecchi Paone e trovano collocazione nel palinsesto giornaliero alcuni quiz storici di Canale 5 come La ruota della fortuna di Mike Bongiorno (migrato con tutti i suoi programmi sul terzo canale del gruppo milanese) e Ok, il prezzo è giusto di Iva Zanicchi. Nel 1997 approda nella fascia meridiana lo storico Forum, affidato alle cure di Paola Perego, dove vi resterà fino al 2007 con la rinnovata conduzione di Rita Dalla Chiesa e dove tuttora va in onda col titolo "Sessione pomeridiana" a partire dalle 14,00. Anche la fiction autoprodotta arriva sul canale, nel frattempo rinfoltito di programmi e produzioni, tra i titoli più seguiti La dottoressa Giò, miniserie interpretata da Barbara D'Urso. In quest'ottica di riposizionamento di programmi già collaudati sull'ammiraglia Canale 5, anche Stranamore fa capolino sulle frequenze del canale. la conduzione viene affidata a Emanuela Folliero, già volto della rete dal 1990 quando subentra alla storica annunciatrice Cinzia Lenzi e attualmente unica annunciatrice di rete dei canali Mediaset. Secondo la logica, già citata, di riposizionamento del canale su un pubblico più trasversale, a partire dal 1996 tornano sulla rete anche i cartoni animati in fascia preserale, all'interno del contenitore Game Boat condotto da Pietro Ubaldi e in seguito anche da Cristina D'Avena, vengono infatti proposte numerose serie giapponesi tra cui Sailor Moon e Calimero. Nel 2000 approda sul canale la telenovela brasiliana Terra Nostra, ultima serie sudamericana trasmessa in prima serata.

Direzione Scheri (2001) [modifica]

Il successivo direttore Giancarlo Scheri, nel 2001, decide di marcare quella connotazione più maschile e culturale (già voluta dalla dirigenza precedente) con la trasmissione di eventi sportivi quali le partite di calcio della Champions League, con programmi di approfondimento giornalistico come Appuntamento con la storia e serie televisive di genere giallo o poliziesco come 24, Il commissario Cordier, Law & order - Special victims unit, Bones, Siska, Monk, Poirot, West wings e tante altre. Nel 2003 viene proposta la miniserie prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks Band of Brothers. Obiettivo dichiarato di questa fase è quello di trasformare il canale in una sorta di Rai vecchia maniera, capace di sottrarre pubblico alle tv di stato, pur mantenendo una fisionomia di tv commerciale. Intanto alcuni programmi storici della tv commerciale chiudono i battenti, dopo diciotto anni di onorata carriera, nel 2001 vengono spenti i riflettori di Ok, il prezzo è giusto, nel frattempo passato di mano alla conduzione di Maria Teresa Ruta, mentre nel 2003 Mike Bongiorno gira per l'ultima volta La ruota della fortuna cedendo il passo al nuovo quiz Genius, sempre in onda nel primo pomeriggio. Tra i programmi lanciati sotto la direzione di Scheri il one man show di Al Bano, il talk show Sembra ieri condotto da Iva Zanicchi e Tempi moderni con Irene Pivetti.

Direzione Feyles (2007) [modifica]

Attualmente il canale, che stenta a trovare una sua identità nonostante gli sforzi attuati per scrollarsi l'etichetta di tv rosa che da tempo si porta dietro, è diretto da Giuseppe Feyles. Tra i programmi di punta, nel 2008 da Italia 1 è passato sugli schermi del terzo canale del Biscione il talk show sportivo Controcampo con Alberto Brandi, trasmesso la domenica sera al termine delle partite di calcio del Campionato italiano. La soap opera più seguita è la tedesca Tempesta d'amore, buon successo continua ad ottenere il ciclo cinematografico de I Bellissimi di Retequattro, in onda nella seconda serata del canale. Negli ultimi anni la rete sta subendo molto più di altre emittenti la concorrenza dei nuovi canali satellitari (oltre che quella delle reti generaliste tradizionali), gli scarsi ascolti ed i conseguenti scarsi introiti hanno fatto in modo di ridurre all'osso i programmi autoprodotti dalla rete. In effetti se si escludono il Forum del pomeriggio, le tre edizioni del TG4 e alcuni programmi mattutini domenicali, per il resto il palinsesto attuale della rete si compone prevalentemente di soap opera, film e telefilm (la maggior parte dei quali trasmessi già più volte dalle altre emittenti Mediaset o Rai).


lunedì, 17 dicembre 2007

 

Stayin' alive



Spesso con Youtube mi piace andare oltreconfine e scoprire, ad esempio, che il clone (vocale) di Alex Baroni è croato e si chiama Jacques Houdek. Qui la sua esibizione del brano "Di sole e d'azzurro" sulla tv croata:

 

Invece qui un suo brano che si intitola "Stvorema samo za mene". Il primo videoclip che abbia mai visto con sponsor - ovvero la pubblicità degli occhiali da sole -. Il pezzo non è niente di che ma la voce e la tecnica di questo cantante sono stupefacenti, così come i protagonisti del video (miss e mister Croazia 2007).

 


lunedì, 10 dicembre 2007

Copincollo dai messaggi del mio account su youtube:

Hi fuld,

In the truth I would like to be able to talk with the Samantha, therefore I found it very interesting. He is possible? I am certain that we very to be good friends, the look of it fascinates me and the skill of it seems to be a very special person. I am always travelling for Barcelona and if possible could visits them. I begin I find that we to change it e-mails, this would be very good.

Obs.: i´m sorry my writing english.....

Best regard´s,

Vitor

Si riferisce a questa ragazza:


Se qualcuno ha news su Samantha Dell'Acqua, ex ragazza di Non è la Rai, prego farsi vivo. Vitor dal Brasile (pero' ogni tanto si trova a Barcellona) vorrebbe conoscerla.


domenica, 09 dicembre 2007

I videogames di Pac-man al bar, L' urlo di Tardelli ai mondiali di Spagna '82, Il Commodore 64 (con registratore naturalmente), Il "Si" il "Bravo” il "Ciao", Angela la brunetta dei Ricchi e Poveri, I fagioli della Carrà, Il film "Grandi Magazzini", “Voglio diventare grande, grande!” dal film con Renato Pozzetto, Diego Abatantuono prima di conoscere Gabriele Salvatores, Il poster di Patsy Kensit a Sanremo (con il capezzolo che si intravede causa la famosa caduta della spallina), Il Subbuteo, Gli album di figurine Panini, La tragedia spaziale americana in cui perse la vita la prima astronauta civile, Il muro di Berlino che viene abbattuto, Giorgio Armani sul suo gommone bianco col berretto e il costume a fascia, Le cabine telefoniche a gettoni, Celentano la foca gli errori di grammatica e i silenzi, Patricia Pilchard, "Bim Bum Bam" condotto da P. Bonolis e M. Blanchard, Il Cacao Meravigliao, Il Muppet Show, Sanremo sponsorizzato dal Totip, Il "Mundialito" su Canale 5 con "Five" come mascotte, la Cristallina, Cristina D'avena e le compilations Fivelandia, I Playmobil, La nube radioattiva di Cernobyl, Le piste delle macchinine radiocomandate Polistil, I manuali delle Giovani Marmotte, Gheddafi e le bombe a Lampedusa, Il Calippo, il Crystal Ball, "Tutto il calcio minuto per minuto" con le interruzioni di Ciotti , "...mmm...mmm Magico Lipton !" del mitico Dan Peterson, Il Super tele (quello che si bucava subito) e il Super Santos (quello arancione che si bucava dopo un po’), Il "Corrierino dei piccoli" con la Pimpa, la Stefy e i Ronfi, La prima Retequattro, I video musicali di Sabrina Salerno (Boys e Hot Girl), Ilona Staller (alias Cicciolina) eletta alla camera dei deputati, I ragazzi della terza C (studiare in jeans c’est plus facile), Kiss me Licia e I Bee-Hive, La mitica e numerosissima "Famiglia Bradford", Il Big Jim e i Ji-Joe, Rocky Joe Jenny la Tennista e Mimì Ajuara, Il Supertelegattone, Il primo Rocky di Stallone, Le "Fritzy Patzy" ovvero quella polverina colorata che scoppiettava in bocca, I pupazzetti dei Masters da He-Man a Skeletor, Heater Parisi che canta "Cicale", La ruota del “Pranzo è servito”, Karate Kid, I primi orologi digitali tutti neri con i led rossi, Le merendine del Mulino Bianco con le sorprese dentro le scatoline per fiammiferi, La collezione di gomme da cancellare profumate, Poochie, La tecnologica Polaroid, L'indimenticabile Guido Angeli testimonial di Amazzone “Provare per credere !!!”, Arnold e il suo pesciolino nero Abramo, Il "Billy" la bibita al gusto d'arancia in cartoncino che sapeva di plastica e non di arancia, Il Ciocorì e il Biancorì, La Girella Motta e il Golosastro, il nemico degli indiani, Il Cubo di Rubik, Il mitico Napoli di Maradona e Careca, I polipetti di gomma che si attaccavano alla parete, La Famiglia dei Barbapapà, i B-movies a episodi con Pippo Franco, Lino Banfi & Co, Labyrinth con David Bowie nella parte del re degli gnomi, Lo Slaim verde o fuxia, I Trasferelli, La Bmx, Il manga demenziale del Dottor Slump e Arale, I bon-bons magici di Lilly, E.T. l'extraterrestre, La trekking light, tubo di luce fosforescente, Le scritte, politiche e non, che si trovano nei bagni pubblici in epoca pre-sms, "In viaggio con papà" con l'accoppiata Sordi-Verdone, "Fastfood" il film paninaro, con il cast di Drive-in, Il matrimonio di Carlo e Lady Diana in diretta, La Perestrojika, Marco Columbro e Fabrizia Carminati, Ceaucescu giustiziato, Deejay Television e in generale Cecchetto, Asfidanken , il cocker di D'Angelo in Drive-in, La gommapane, Le odorose Big-Babol all'uva, La Rettore e le sue lamette, L'agghiacciante telefilm dei Visitors, Nelson Mandela, La Milano da bere, Le parole magiche "Simsalabim" del Mago Silvan, la penna a dieci colori, La Tendy Motta, Donkey Kong, La canzone di Pippo Franco "Mi scappa la pipí", Il jingle di Canale 5, Gli scout Agesci, Federica Moro in "College", Gli Europe e “The Final Countdown”, I Righeira (Vamos a La Plaia), Il Monciccí, Il gelato Piedone, quello della Pantera Rosa e in generale i gelati Eldorado, Lo swatch , Il concerto dei Duran Duran e le fans assatanate, ”Self Control” di Raf, Le caramelle Zigulì in farmacia, La trasmissione “Piccoli Fans” condotta da Sandra Milo, I pupazzetti dei Puffi, Le incursioni di Cavallo Pazzo a Sanremo con Pippo Baudo che lo vuol cacciare via, La Fiesta Ferrero, L'Uomo Tigre, “In questo mondo” di Ladri di Antonello Venditti, Ivan Drago che dice a Rambo "Io ti spiezzo in due", “Solo una sana e consapevole libidine” di Zucchero, Le scarpe Superga, “No Vasco io non ci casco” di Jovanotti, il Walkman.


venerdì, 07 dicembre 2007

Bill Friedman


mercoledì, 05 dicembre 2007

TF1 è il primo canale francese. Con una fetta del mercato pubblicitario pari al 54% e uno share medio superiore al 30%, distanzia di parecchi punti percentuali l’ascolto di France 2 (che al contrario di TF1 è una tv pubblica) e M6 (canale commerciale posseduto dal gruppo televisivo privato concorrete) e guadagna a tutto campo il titolo di televisione più seguita d’oltralpe. Télévision Française 1 (nome originario del network) nasce nel 1935 come tv pubblica e nel corso dei decenni assume tantissime denominazioni (sotto l’occupazione nazista di Parigi arriverà a chiamarsi Fernsehsender Paris). Una ventina di anni fa viene decisa la privatizzazione del canale dal primo ministro dell’epoca, Jacques Chirac, per liberalizzare il mercato stantìo dell’emittenza francese (la scelta non ricadde su Antenne 2 - adesso France 2 - perché all’epoca raccoglieva ascolti molto più alti, mentre France 3 era l’unica tv di vocazione regionalistica) ma anche per mettere i bastoni fra le ruote alla berlusconiana La Cinq, prima televisione privata in chiaro in Francia.
Il dibattito intorno a TF1 verte spesso sul genere delle trasmissioni proposte: games, reality show e telefilm (spesso di origine americana) che periodicamente vengono demonizzati o aspramente criticati. Una programmazione quasi del tutto priva di approfondimenti e divulgazione culturale a tutto vantaggio di un intrattenimento spettacolare e sensazionalistico che mette in piazza la vita privata delle persone. Anche i programmi per bambini non sono esenti da critiche perché tacciati di essere diseducativi, spesso violenti o ambigui (vengono trasmessi anche qui anime giapponesi originariamente destinati a un pubblico adolescenziale ma censurati per essere rivolti invece a un pubblico più infantile).
Il canale è spesso accusato di strizzare l'occhio a un certo tipo di Destra parlamentare e orientare l'opinione pubblica in modo avverso a certe tematiche sociali come la sicurezza nazionale e l'immigrazione ma, nonostante un orientamento politico non certo neutrale, molti telespettatori sostengono che il canale assolva più di ogni altro alla funzione di servizio pubblico. Attualmente la proprietà della rete è del francese Bouygues e tra gli azionisti risulta anche Berlusconi.
Per conoscere meglio la programmazione, e l'identità di rete, di TF1 vediamo il palinsesto tipo di un giorno infrasettimanale:
***
TF1
06,50 Tfou (contenitore di cartoni animati)
08,30 Meteo/Teleshopping/Meteo
09,35 Telefilm. Beverly Hills 90210
10,35 Sit-com. Le destin de Lisa (replica)
11,10 Talent show. Star Academy (replica)
12,00 Game show. Attention à la marche! (Prendere o lasciare)
13,00 Le Journal/Meteo
13,50 Soap opera. Les feux de l’amour (Febbre d’amore)
14,35 Tv movie pomeridiano
16,20 Sit-com. Dingue de toi (Innamorati pazzi)
16,55 Telefilm. Preuve à l’appui (Crossing Jordan)
17,45 Sit-com. Le destin de Lisa (Betty la cozza – remake)
18,20 Talent show. Star Academy (mix tra Operazione Trionfo e Amici)
19,10 Game show. La roue de la fortune (La ruota della fortuna)
19,55 Meteo
20,00 Le Journal/Le resultat des courses/Meteo
20,50 Prime time (lun: fiction, mar: Champions League, mer: Les Experts Csi, giov: fiction, ven: Star Academy, sab: vario; dom: fiction)
***
Come si vede, il palinsesto di TF1 sembra coniugare la "scansione" dei programmi tipica del palinsesto di Canale 5 (gli orari delle principali edizioni del telegiornale sono gli stessi del Tg5; la soap opera americana più importante - che qui è "Febbre d'amore", da noi relegata al mattino di Retequattro - viene trasmessa in fascia post prandiale; al pomeriggio troviamo un tv movie come accade per il ciclo "Tante storie" e non manca il game show preserale - "La ruota della fortuna" riveduta e corretta, che in Italia tornerà a breve - preceduto dal talent show d’ordinanza) con uno stile (e una predominanza di generi) simile per certi versi alla nostra Italia 1 (telefilm giovanilisti, sit-com straniere o riadattate, cartoni, game-show leggeri). Da ciò si evince che TF1 si propone come la rete commerciale per eccellenza, rivolta a tutta la famiglia ma con un occhio di riguardo verso il pubblico di giovani e giovanissimi (il target più appetibile a livello pubblicitario).
Da notare che tutte le produzioni del day time di TF1 non sono altro che declinazioni di format stranieri (da "Star Academy" a "La roue de la fortune", passando per "Le destin de Lisa" e "Attention a la marche!" – che recentemente ha sostituito un altro game show di successo della rete, ovvero "Le jeux prix-Ok il prezzo è giusto"). Non vi è traccia di programmi-format originali (come il nostro "Striscia la notizia" o "Uomini e donne", tanto per restare a Canale 5), e anche la fiction seriale quotidiana si limita a una sola produzione (finora Canale 5 ha trasmesso due soap nostrane), inoltre al mattino non vi è traccia di quelle trasmissioni "redazionali" che fidelizzano e danno identità a una rete.
Senza entrare nel merito dei giudizi sull'informazione (e sull’obiettività del tg di rete), il palinsesto del daytime di TF1 non sembra brillare per originalità e non sembra riservare alcun spazio a divulgazione, cultura e approfondimento (seppur light). Appare un palinsesto freddo e formattizzato, senza infamia nè lode.
Interessante notare come certi prodotti, da noi riservati a tv non certo leader di ascolti, siano invece collocati sul principale canale televisivo transalpino raccogliendo share vicini al 30% (ad esempio "Crossing Jordan", trasmesso in Italia da La7; "Febbre d'amore" e "Walker Texas Rangers" - il sabato su TF1, su Retequattro; "Innamorati pazzi", "Betty la cozza" e i game show già visti su Italia 1, e così via).
Infine è necessario ricordare che la rete detiene i diritti di trasmissione della Champions League, della Ligue 1 francese e di altri eventi sportivi seguitissimi in Francia come il rugby, grazie anche alla sinergia con il canale tematico panaeuropeo Eurosport (posseduto dallo stesso proprietario di TF1), e che nonostante un rigetto iniziale verso il genere (l'apripista, in Francia, è stato "Loft Story" di M6 nel 2001) ha trasmesso quasi tutti i reality show più noti (come "La Fattoria", "Temptation Island", "L'isola dei famosi", "Joe Millionaire").
Detto questo, il giudizio che esce fuori dall'analisi del palinsesto di TF1 non è certo migliore della nostra Canale 5, ma stupiscono le percentuali bulgare di share che incollano i francesi al primo canale della loro tv.
Alcuni video tratti da TF1:

Da sinistra a destra: La Rue de la Fortune, la sigla grafica del Tg di TF1 e Star Academy con Dominique delle Lollipop e Laura Pausini in un duetto italianissimo.



E’ opinione diffusa che la tv in Italia sia pessima. Le ragioni che contribuiscono a quello che, a mio avviso, è un luogo comune, possono ricondursi fondamentalmente a tre:
*1)l’invasione di format stranieri, programmi preconfezionati che per il fatto di essere prodotti “chiavi in mano” perdono in originalità e veracità e propongono un modello globalizzato da respingere; *2)la guerra degli ascolti, perseguita sia dalla tv pubblica che da quella privata e il conseguente spostamento delle risorse economiche (il budget) sulle fasce di maggiore audience e sui canali leader dei due blocchi contrapposti (Rai Uno per la Rai e Canale 5 per Mediaset), a discapito delle altre fasce e reti che risultano quindi impoverite; *3)lo stato pietoso dell’informazione e della “cultura” su tutti i canali.
Tre fattori che non si possono negare e che alimentano un sentito negativo verso il piccolo schermo. Un sentito che non tiene conto invece di alcuni aspetti positivi della nostra tv:
1)    la maggioranza dei format vengono adattati al gusto del pubblico italiano arrivando a volte ad essere stravolti pur di possedere una cifra stilistica riconoscibile, più calda, curata e "personale".
2)    nonostante la struttura di sostanziale duopolio, vi è una scelta differenziata per target delle reti e dei programmi e una quantità considerevole di produzioni.
3)    non mancano alcune isole felici nell’intrattenimento e nell’informazione. Inoltre alcuni programmi evento risultano coniugare qualità e ascolti.
 
Detto questo, per meglio inquadrare e valutare lo stato di salute della nostra tv, non c’è idea migliore che andare a vedere cosa succede sui principali network televisivi stranieri. E’ vero che un canale non racchiude l’intero sistema televisivo di un paese, ma se ad essere analizzato è il canale più visto sicuramente lo rappresenta e regala un’idea del panorama catodico.
(continua...)

lunedì, 03 dicembre 2007

Blind date



La blogosfera è il posto più democratico del mondo perchè non esistono i copyright.

Questo è un post anti-presunzione.



Tributo a una grande che risponde al nome di Natalie Imbruglia. La canzone ormai è un classico (Torn) e tutti ricordano il video fatto con quattro soldi quattro ma, come spesso accade per le produzioni low cost dotate di un'idea di fondo, rimasto nella memoria di tutti (se non altro per lo splendido primo piano  dell'artista australiana). In questo filmato il mimo geniale che interpreta il pezzo lacerante della Imbruglia si fa chiamare Johan Lippowitz (ma in realtà per l'anagrafe inglese è David Armand) e lo show sembra una sorta di Zelig d'oltremanica ma credo si tratti di un concerto in favore di Amnesty International. Da notare come la cantante australiana partecipi senza tirarsela. Una grande, ripeto.

Paris Hilton può permettersi tutto. Senza apparire mai volgare. Bel topless!

Non capisco pero' il senso di questa foto fatta con la sorella Nicky Hilton. Nè sexy, nè chic, nè provocatoria. Paris vorrebbe ammaliare l'obiettivo accennando a desideri lesbo-incestuosi (repressi) con la mano, mentre Nicky ha un'espressione goliardica post daiquiri e sembra subire piuttosto la differenza termica della mano di Paris con la sua chiappa semi-arrossata. Non ci dormirò stanotte.

(Scusate per il titolo wertmullerico del post, ma non è scritto a caso).



Per via del mio lavoro, mi capita ogni tanto di essere in ufficio per un’intera notte. Dalle undici di sera alle sette del mattino, per essere precisi.
Lavorare di notte è un’esperienza completamente diversa. I ritmi sono meno frenetici, le relazioni con i colleghi diventano più intime ed empatiche, il tempo ha una scansione più lenta, l’arredamento dell’ufficio si trasforma e appare più accogliente.
E’ chiaro che lavorare di notte è usurante e a lungo andare incide sul ritmo sonno-veglia, ma quando accade saltuariamente, come nel mio caso, è addirittura consigliabile.
Gli aspetti positivi sono di gran lunga superiori a quelli negativi. Per prima cosa si trova parcheggio davanti il portone d’ingresso, dove solitamente stazionano una decina di vigili urbani pronti a fischiare “fallo” manco fossero tanti Byron Moreno di Italia-Corea, poi il capo ufficio non c’è e questo significa che sono bandite quelle riunioni interminabili che servono a risolvere i problemi ma che finiscono per crearne sempre di nuovi, il clima che si respira generalmente è molto più rilassato e le cose da fare sono ridotte all’osso perchè ciò che si richiede è un’attività di supervisione e presidio.
Detto questo, basta un po’di stoica rassegnazione e quattro caffè ristretti, e la notte passa senza (quasi) accorgersene.
Consiglio a tutti una notte volutamente insonne. Ogni tanto. Aiuta a rigenerarsi dai ritmi stressanti di ogni giorno. Meglio ancora se avete un blog, è un’occasione in più per scrivere. Come sto facendo adesso.

domenica, 02 dicembre 2007

Sedici anni fa, di questi tempi, comprammo il videoregistratore vhs. Arrivammo un po’ in ritardo a dire il vero dato che una mia cugina, già a metà degli anni Ottanta, registrava “I Visitors” e si domandava se il continuo staccare la registrazione (a causa dei ripetuti blocchi di pubblicità) potesse rovinarle l’apparecchio.
Ricordo che il primo film che videoregistrammo insieme ai miei fratelli, più per provare le mirabolanti funzioni tecnologiche del nostro gioiellino che per altro, fu “La piccola bottega degli orrori” di Frank Oz, prontamente cancellato per conservare sul nastro Eddie Murphy col suo “Principe cercamoglie” (che resistette molto più a lungo) e che avrò visto duemila volte.
La prima videocassetta originale mi fu regalata invece da una zia ultrachic, e miliardaria, che aveva pero’ il brutto vizio di riciclare regali. Tant’è che sia io che un mio fratello ci ritrovammo tra le mani due copie identiche di “Mamma ho perso l’aereo”, che la zia aveva erroneamente impacchettato per noi invece di riservarne una a qualche altro nipote.
La mia famiglia non è mai stata supertecnologica, arrivava sempre dopo. Ma arrivava.
E’ stato così anche con lo stereo, o meglio l’hi-fi, e il compact disc. Più avanti sarebbero arrivati il microonde, la tv satellitare digitale (sul finire degli anni novanta), il dvd, la connessione Internet, la caldaia autonoma a metano, il cordless, l’adsl, il modem wireless.
E’ incredibile pensare come nell’arco di quindici anni o poco più, le nostre case siano state dotate di apparecchiature tecnologiche che solo qualche tempo prima sembravano impensabili.
L’acqua calda è istantanea e c’è sempre, posso navigare col mio portatile leggerissimo in ogni angolo della casa e parlare al cordless, sono in grado di avere un’intera collezione di brani musicali in pochi minuti in filodiffusione mentre il microonde scalda la cena, riesco a fare shopping on line e stampare un e-book velocemente. Un risparmio assoluto di tempo e soldi.
Nonostante questo, ricordo con nostalgia la sensazione di onnipotenza che avevo quando con quel vecchio videoregistratore Akai potevo vedere e rivedere a mio piacimento la scena di un film. Decidevo io. E mi sentivo libero di scegliere.
Ecco, ciò che mi affascina del progresso tecnologico è la possibilità di gestire la propria vita, e il proprio tempo, in modo più libero e consapevole.
***

sabato, 01 dicembre 2007

La pazza a sinistra e l'esaurito a destra sono due dei protagonisti dell'ultimo Guinness dei Primati. La prima per avere le unghie più lunghe del pianeta (misurano 7 metri e 51 centimetri), il secondo per avere i capelli più alti (60 centimetri di taglio mohicano). Lee Redmond è il nome della donna che da 27 anni si fa crescere le unghie e, per evitare che si rovinino, le cura quotidianamente con uno spazzolino da denti, un agente indurente e un impacco di olio d'oliva. Sostiene inoltre di riuscire a rasare il marito, malato di Alzheimer, e di compiere tutte le faccende domestiche. Da un giorno all'altro però, raggiunta la fama planetaria sperata, le taglierà perchè curare l'igiene intima è diventato difficilissimo. E te credo! Aaron Studham è invece il diciassettenne dal capello schizzato che spende una fortuna in lacca e che sostiene di avere successo con le ragazze proprio per via dell'acconciatura esagerata. A quanto pare è nato tutto da una scommessa con gli amici fatta sei anni fa. Scommessa che alla fine gli è valsa una citazione nel libro più assurdo che viene pubblicato.

Non so voi, ma a me queste stranezze fanno accapponare la pelle.


giovedì, 29 novembre 2007

A distanza di 14 anni Lucia Ocone torna sul luogo del delitto facendo la parodia di se stessa. Esilarante. A Very Victoria (che non seguo mai, ma che regala delle perle).

 

A sinistra Lucia su MTV, a destra durante l'originale (si tratta della terza edizione di Non è la Rai, fine 1993). Da notare a 0:16 Antonella Mosetti senza zigomi-labbra-seno ma con frangetta, a 0:57 Vanessa Leonardi (adesso giornalista di Sky News non più ossigenata) a 5:28 Alessandra Di Carmine del lotto di Rai Due e alla fine del filmato un'Ambra Angiolini d'epoca molto Monte Mario girl e non ancora attrisciue.


mercoledì, 28 novembre 2007

Chissà che fine ha fatto D’Angelo. Non Nino ma “Di Engelow”, il cantante soul americano che qualche anno fa spaccava con gli acuti in un video in cui metteva in mostra la sua tartaruga perfetta, o meglio il suo invidiabile six-packs, e le labbra alla Angelina Jolie.
Cercando su youtube ecco il filmato.
Attenti al minuto 1:09, che scatena un dibattito tra gli utenti che commentano:
LoLiGeSKInD123 “I can see his diq at 1:09 on the right side in the video” (Si vede il suo pisello al minuto 1:09 sul lato destro del video).
Eline9 “Oh my God, that shit is really true…you can really see the tip of his dick at 1:09!!” (Mio Dio, è vero…si vede davvero la punta del pisello al minuto 1:09).
Meno male che a risolvere l’arcano ci pensa l’utente kqfilms “It does look penis-like, haaa, I’m assuming it’s the way the shadow hits his muscles reflecting off the light. I’d like to think it’s penis-tip though too” (Sembra il pene, ah ah ah, penso sia un effetto dovuto all’ombra sul muscolo che riflette la luce. Piacerebbe anche a me pensare che si tratti della punta del pisello).
In effetti il minuto in questione è topico. L’illusione ottica è palese e chissà se è voluta in post-produzione.
Il video (attenti a 1:09):

Qualcuno intanto si è divertito a fare il verso al cantante. Gli obliqui non sono gli stessi ma il risultato è divertente (anche se il video è lungo). A proposito, qualche consiglio per avere un addome alla D'Angelo potete trovarlo qui. E' difficile, ma ci si può provare. Ditelo anche a lui:

 



 

Read 'Em and Weep



Quest’anno non ho scritto nulla sull’Isola dei famosi per il semplice fatto che l’ho seguita pochissimo. Al di là dei quattro nomi di richiamo (Coco, Cecchi Paone, Malgioglio, Caprioglio), credo che il cast di questa quinta edizione sia stato uno dei meno interessanti. Tra i naufraghi mandati ai Caraibi non c’era l'irruenza di un Adriano Pappalardo, il misticismo di un'Antonella Elia, il carisma di un Albano, la lucida follia di una Domiziana Giordano. Non ho trovato un personaggio cardine, che fungesse da leader o trascinatore e sono state pochissime le sorprese. Per dirla tutta,ho trovato pretestuoso l’innesto dei non-famosi nel contesto del gioco: se il nome del reality è Isola dei famosi, non vedo perché mandare dei personaggi che nessuno conosce (e vuole conoscere) a patire fame e disagi in Honduras snaturando l’originalità di un format che ha avuto successo proprio perché incentrato sulle vicissitudini di personaggi noti, abitualmente “vissuti” dal pubblico in contesti più patinati o glamour.
Un’isola povera di emozioni e trasgressioni. A volte scontata.
Non è stato scontato invece il battage promozionale fatto nei confronti di Manuela Villa, annunciata come vincitrice anzitempo. Ex naufraghi, opinionisti, inviati, conduttori, giornalisti. Nessuno si è sottratto alla voglia di manifestare il proprio appoggio a Manuela, che non so per quante settimane è stata l’unico abitante dell’ultima spiaggia. Un tifo esagerato e spesso scorretto nei confronti degli altri concorrenti, ugualmente degni di arrivare in finale e vincere: Manuela orgogliosa sulla copertina su DiPiù, protagonista coraggiosa dei servizi della Vita in diretta, al centro dei dibattiti dell'Italia sul Due.
Una simpatia esagerata verso una concorrente che non ha dimostrato alcuna dote particolare sia in compagnia degli altri naufraghi che da sola su quel lembo di spiaggia che l’ha forse preservata da ripicche e litigi sicuri. Credo infatti che il gioco della sopravvivenza sia più duro quando si compete col gruppo – sia materialmente che psicologicamente – piuttosto che in solitudine, con le telecamere puntate unicamente su ogni trovatella per sconfiggere la noia.
Non mi piace dare per scontato niente e non amo l'esaltazione eccessiva di un personaggio (che crede di avere già la vittoria in mano). Per questo motivo, e non solo, spero che stasera vinca Miriana Trevisan.

martedì, 27 novembre 2007

Orgasm Girl (che potete trovare qui) è uno dei giochini più popolari di Internet. Nel momento in cui scrivo ben 2.573.850 persone hanno provato a far raggiungere l'orgasmo alla biondina che vedete raffigurata a sinistra e che somiglia vagamente a Sailor Moon, spesso senza riuscirci. Questo perchè lo scopo del gioco è sì di far godere di piacere la ragazza, ma senza farla svegliare! Per giocare basta usare le icone poste sulla sinistra: "rub" vi consente di accarezzare il corpo della studentessa (eh sì, si tratta di una studentessa diciottenne), "grab" vi permette di sfilare uno dei pochi indumenti che la coprono. Vi consiglio di prestare attenzione alla barra "state" perchè se raggiunge il minimo la giovane si sveglia e voi perdete.



Diana Scheunemann è una fotografa di moda tedesca. Le sue foto sono state descritte come "Uno scoppio di energia spontanea e di abilità visiva, che conducono ineluttabilmente in avanti attraverso questa fantastica esibizione di sesso, incubi, vita, morte, rock‘n’roll e tutto quello che capita lungo il cammino". Qualcun'altro descrive i suoi soggetti come “Corpi elettrici che entrano in contatto per brevi intensi istanti, per poi disperdersi nella prima alba possibile”. A me molto più semplicemente ispirano sesso.

I capezzoli sono una zona mooolto erogena. O no?



Interessante il dibattito etero vs gay di Ciao Darwin. Al di là dei luoghi comuni d'ordinanza, non pensavo ci fossero in giro tutte queste teorie, alcune davvero indifendibili. Inutile dire che, contraddizioni a parte, i gay si sono mostrati dieci spanne superiori agli etero (anche perchè l'avevano servita su un piatto d'argento!).
Luis, 31 anni, di Palermo, etero “Dovete votare per noi perché essendo che siamo etero. L’uomo è etero, la donna è etero perché Dio ci ha creato così, non come voi!”. TEORIA DELLA DOPPIA CREAZIONE.
Filippo, 19 anni, gay “Gli uomini e le donne che disprezzano i gay si rifanno alla Chiesa solo quando c’è da parlare di questi argomenti”. TEORIA DELLA COSPIRAZIONE.
Tognazzi Alessandro, 40 anni, etero convinto convinto “Dalla spina della corrente al semplice bullone ce vole sempre maschio e femmina, voglio dì”. TEORIA DELL'ESCLUSIONE.
Sandro Manu, semplicemente omosessuale “Non serve disprezzare tanto l’omosessualità perché noi omosessuali siamo nati da voi eterosessuali, non siamo nati chissà da chi, quindi in fondo un po’ di omosessualità ce l’avete anche voi, cari!”. TEORIA DELLA DISCENDENZA.
Gravanti Annalisa, 32 anni, etero “La metto sul sesso debole. In passato il sesso debole era la donna, poi l’uomo, adesso sono loro. Perché non sono riconosciuti dallo Stato, non sono riconosciuti dalla Chiesa. Per cui: chi sono?”. TEORIA DELL'INVISIBILITA'SOCIALE
Alessandro Pepe, 19 anni da Foggia, gay “Io non sono cattolico però Gesù Cristo ha detto una cosa: ama il prossimo tuo come te stesso. Mi sembra che voi non lo facciate! A me non serve essere riconosciuto come entità né dalla Chiesa né dallo Stato. Numero uno perché lo Stato sono anche io, numero due perché sono un individuo come te e merito gli stessi diritti che hai tu”. TEORIA DELL'AUTOAFFERMAZIONE.
Mauro Ciorfani, serenamente e orgogliosamente gay "Il suo Stato mi riconosce perchè io, come spero lei, pago le tasse!". TEORIA FISCALE.
Valentina Pastorino, 19 anni, etero "Loro sbandierano la loro realtà come noi sbandieriamo la nostra". TEORIA DELL'AUTOINCENSAMENTO.
Elia, Firenze, chiaramente gay "In una società civile penso che tutti gli stili di vita debbano essere rispettati. Quindi voi eterosessuali, se vivete bene il vostro stile di vita, non capisco perchè date fastidio a gente che ha gusti diversi non per scelta ma per natura". TEORIA DEL VIVI-E-LASCIA-VIVERE.
Paolo Manzi, 51 anno, etero "Se siete gay e non amate le donne, perchè vorreste adottare dei figli?". TEORIA DELLA MISOGINIA.
Numero 19, gay "Sfatiamo questi miti. Noi amiamo e rispettiamo le donne. Chi come voi dice io le donne me le faccio, non le ama le usa! Noi le amiamo, voi le usate". TEORIA FILANTROPICA.

lunedì, 26 novembre 2007

In Italia è diventato famoso per essere stato il compagno di Ilona Staller e al centro della querelle sull'affidamento del figlio nato dalla loro relazione. Nel resto del mondo Jeff Koons è un artista americano simbolo del kitsch. Cicciolina è stata a lungo sua musa ispiratrice:

Jeff in position of Adam

Fingers between legs

Wolfman (Close up)

Non parlate di artista porno. Non c'entra niente. Koons è kitsch. Quindi si puo' permettere tutto. Ma proprio tutto.

Popples